

ASIAGO E SASSO
A Sasso di Asiago si trova la più lunga gradinata del mondo. Ben 4444 (quattromila-quattrocento-quaranta-quattro!) scalini in pietra scendono da quota mille metri fino in pianura. Costruita in soli quattro anni alla fine del 1300 e un tempo utilizzata per il trasporto del legname, la Calà del Sasso è oggi una suggestiva meta per passeggiate, sia in discesa che in salita.
In località Pènnar di Asiago, sorgono le strutture dell’Osservatorio Astronomico dell’Università di Padova; assieme alla sede di Cima Ekar, l'Osservatorio dei Pènnar costituisce il più importante centro di astronomia ottica in Italia.
Il primo dei telescopi, il Galileo galilei, fu inaugurato nel 1942 e misura 122 cm di diametro (allora il principale in tutta Europa). A Cima Ekar è presente il telescopio Copernico, di 182 cm, tuttora il più grande strumento per l'astronomia ottica in Italia.
Parte delle strutture è visitabile su appuntamento, con conferenza in aula multimediale e osservazione del cielo.
Sempre ad Asiago (che con meno di 7000 abitanti è la più piccola Città d’Italia, insignita per meriti di guerra) vi è l’Aereoporto Civile Romeo Sartori. Inaugurato da Gabriele D’Annunzio nel 1936, è uno degli aeroporti più alti della Nazione. Una pista in cemento lunga oltre un chilometro e una struttura di prima ricettività per i piloti con torre di controllo permettono lo scalo per voli turistici privati. Il volo a vela con gli alianti è uno degli sport maggiormente praticati, anche grazie alle correnti ascensionali che si creano sulla conca altopianese.
CONCO
A Conco si possono visitare la Cava Dipinta e la Cava Abitata, installazioni e interventi scultoreo-pittorici dell'artista Toni Zarpellon. Un modo simpatico per convertire in attrazione turistica due cave di marmo esaurite e abbandonate.
ENEGO
Enego e la vasta piana di Marcésina offrono vasti panorami dall'aspetto nordico, con immense foreste di abete rosso, con una prateria e due torbiere dove vivono addirittura alcune specie di piante carnivore uniche in Italia. I Casoni di Marcésina, un nucleo di costruzioni in legno, formano un antico villaggio di boscaioli disabitato e sono stati teatro per diverse produzioni cinematografiche.
L'antico confine tra l'Altopiano e il Regno Austroungarico è ancora ben visibile, segnato dai Cippi Confinari del 1752.
FOZA
Tra le montagne di Foza possiamo esplorare il meraviglioso Monte Fior, con le sue corone di roccia stratificata, inserite in una zona paesaggistica di grande respiro che permette all’occhio di spaziare sull’Altopiano.
Lungo la strada che porta in quota, possiamo cercare il "Buso dei Sassini" (buco degli assassini), una grotta utilizzata un tempo dai banditi per nascondersi dopo le loro razzìe in pianura. Si possono ancora vedere le incisioni sulla roccia con i nomi di questi fuorilegge, appartenenti a un passato ormai lontano.
Sulle montagne a nord di Foza e nelle contrade a sud del paese si snodano numerosi itinerari per passeggiate non impegnative adatte a tutti.
Da Foza, seguendo la strada che porta a Enego, si attraversa la profonda Val Gàdena percorrendo il più alto ponte d’Italia, con la sua campata unica a 165 metri dal suolo.
GALLIO E STOCCAREDDO
Anche a Gallio, come a Lusiana, c'è una Valle dei Mulini, nella Val Frenzèla, un affascinante percorso porta il visitatore tra antichi mulini costruiti sul ruscello che scende in mezzo al bosco. In centro a Gallio si può visitare il piccolo Museo dei Fossili, con reperti interessanti e pannelli descrittivi.
Da Gallio, salendo poco oltre il Centro Fondo Campomulo, in località Campomuletto, il Sentiero del Silenzio rappresenta un momento di meditazione sul tema della guerra, con installazioni artistiche di grandi dimensioni, in grado di sorprendere il visitatore.
Visitando invece il piccolo borgo di Stoccareddo (Stocker-eck) possiamo apprezzare l'architettura neogotica della chiesa parrocchiale e, a poche centinaia di metri, una passeggiata da effettuare con cautela ci porta sino a un altare di pietra chiamato Spitz-Knotto (con l'errata pronuncia dialettale del luogo, diventato "spizegonoto") che si affaccia sulla valle.
LUSIANA
A Lusiana, il sito archeologico di Monte Corgnon si presenta con numerose ricostruzioni di abitazioni, arredate e completate con le attrezzature di uso comune delle comunità preistoriche. Forni per la cottura di vasellame e di pane, telai, mortai, attrezzi per la costruzione di armi per la caccia: i visitatori potranno immergersi nella realtà della vita quotidiana del passato, sperimentando in prima persona l'utilizzo di strumenti rudimentali.
La Valle dei Mulini di Lusiana, come quella di Gallio, offre uno momento di relax con un percorso che si sviluppa attraverso le antiche macine. In centro a Lusiana si può visitare il Museo del Palazzon, con ricostruzioni della vita quotidiana della civiltà rurale del posto.
In località Granezza-Monte Corno, molto ben curato è il piacevolissimo Giardino della Flora Alpina.
In località Sojo di Lusiana, il Parco del Sojo è una galleria d'arte a cielo aperto, con sculture e installazioni artistiche di vario genere, collocate nei prati e nel bosco.
ROANA
Con un balzo indietro nel tempo, scendendo dal centro di Canove di Roana nella Val d’Assa (Ass Taal), sulle pareti di roccia si possono osservare centinaia di incisioni rupestri. Questo è uno dei più importanti siti italiani del genere, con graffiti che raffigurano abitazioni, armi e simboli misteriosi. Segni tracciati da pastori e da sciamani che fanno viaggiare la fantasia, risvegliando ricordi ancestrali ormai sopiti. Anche in località Bisele a Cesuna di Roana ritroviamo queste atmosfere che si amalgamano con il mondo fantastico di gnomi e fate, con la Grotta del Popolo (Leute Kuvela) e la grotta Cava degli Orsi, ma soprattutto con l’imponente Schaff Kuvela, una tettoia di roccia che fuoriesce dalla montagna formando un tetto naturale.
Sempre a Cesuna di Roana, troviamo una delle grotte delle Séleghen Baibelen, le Beate Donnette, fanciulle magiche che vivevano un tempo a stretto contatto degli altopianesi. Altra grotta delle Séleghen Baibelen si trova a Mezzaselva, nascosta agli occhi umani da un bosco di faggio e raggiungibile con una breve e picevole passeggiata.
Le voragini naturali, come il Tanzerloch (Buco delle Danze) di Camporovere, ospitavano incontri misteriosi e i sabba danzanti delle streghe.
A Cesuna di Roana si può visitare il Museo dei Cuchi, unico nel suo genere in Italia.
Ospita la principale collezione al mondo di questi antichi strumenti musicali a fiato.
I coloratissimi fischietti, oltre 10.000 pezzi provenienti da ogni parte del mondo, presentano le forme più diverse, con rappresentazioni di animali, personaggi e oggetti di ogni tipo. Preziosi esempi di cuchi precolombiani testimoniano l’antichità dell’usanza di modellare questi particolari oggetti, rivelando così il significato della famosa frase “vecchio come il cuco”. Una festa molto sentita è la Sagra dei Cuchi di Canove di Roana (25 aprile), dove la tradizione vuole che i maschietti regalino il cuco alle ragazze, quale promessa d’amore.
ROTZO
A Rotzo, l’inquietante Altar Knotto (Altare di Pietra), costituito da un grande masso in equilibrio sull’orlo della montagna, ricorda sacrifici in favore delle divinità Thor, Odino, Ostera e Frea, che abitavano la cima del vicino Altaburg, detto il Borgo degli Dei. Anche in questa zona la roccia ha formato una lunga tettoia naturale, l’Alta Kuvela.
Sempre a Rotzo è visitabile l’importante sito archeologico del Bostel (Luogo Sicuro), con ricostruzioni di abitazioni preistoriche e percorso didattico. I lavoro di ricerca è ancora in atto e gli scavi sono ancora aperti.
Poco distante dal Bostel, il Museo Archeologico dell'Altopiano, dove si potranno osservare reperti di vario genere, verrà aperto al pubblico nei prossimi mesi.
Nelle vicinanze troviamo anche la chiesetta di Santa Margherita (la Santa dei Cimbri), risalente all’anno 1000.

